OPZIONI TERAPEUTICHE
Ci sono diverse soluzioni che possono aiutare a risolvere e a gestire il problema.

Innanzitutto, il medico sceglierà per il paziente tra due strategie terapeutiche: il controllo del ritmo o il controllo della frequenza.
A queste andrà affiancata una terapia antitrombotica, utile a evitare la formazione dei trombi, i coaguli di sangue responsabili degli ictus cerebrali.
La strategia di controllo del ritmo e quella di controllo della frequenza devono essere affiancate da una terapia anti-trombotica.

Un trombo è un coagulo di sangue che potenzialmente può provocare un ictus. Per evitare che si formi occorre assumere farmaci antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti orali.
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
L’antiaggregante piastrinico che viene normalmente utilizzato dai pazienti con Fibrillazione Atriale è l’aspirina, che riduce il rischio di ictus di circa il 20%.

 

ANTICOAGULANTI ORALI
Più efficaci sono però gli anticoagulanti orali, come ad esempio il warfarin e il dabigatran, che riducono il rischio di ictus di oltre il 60%, accrescendo però quello di emorragie.

 

Il medico consiglierà la terapia più adatta a seconda dei parametri del sangue del paziente.
In genere l’aspirina viene consigliata a chi, in base a una valutazione clinica, ha un rischio tromboembolico basso, mentre gli anticoagulanti orali sono più indicati per chi ha un rischio tromboembolico medio-alto.

Rischio Trombo Embolico Basso (CHA2DS2VASc = 0): aspirina
Rischio Trombo Embolico Medio Alto (CHA2DS2VASc = ≥1): warfarin, dabigatran

In caso di paziente con Fibrillazione Atriale e rischio tromboembolico elevato, esiste la possibilità di chiusura dell’auricola per via percutanea tramite l'impiego di device, oppure la chiusura chirurgica dell’auricola.


 
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