OPZIONI TERAPEUTICHE
Ci sono diverse soluzioni che possono aiutare a risolvere e a gestire il problema.

Innanzitutto, il medico sceglierà per il paziente tra due strategie terapeutiche: il controllo del ritmo o il controllo della frequenza.
A queste andrà affiancata una terapia antitrombotica, utile a evitare la formazione dei trombi, i coaguli di sangue responsabili degli ictus cerebrali.
Con la strategia del controllo del ritmo si vuol far tornare il paziente al ritmo normale. A questo scopo si interviene in due modi: con la cardioversione, cioè con l’eliminazione dell’aritmia, e con la profilassi delle recidive, cioè con l’impiego di terapie che impediscono alla Fibrillazione Atriale di ripresentarsi.

CARDIOVERSIONE
La cardioversione può essere elettrica, attraverso la procedura di defibrillazione, oppure farmacologica, con la somministrazione di medicinali anti-aritmici. ritmo
PROFILASSI DELLE RECIDIVE
La profilassi delle recidive si può realizzare attraverso una terapia farmacologica consistente nella somministrazione di farmaci antiaritmici, oppure con una terapia non farmacologica che prevede un intervento chiamato ablazione.
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TERAPIA FARMACOLOGICA
I farmaci antiaritmici agiscono modificando le proprietà elettriche del cuore e impedendo così le recidive aritmiche.
ritmo In particolare essi agiscono a livello delle membrane cellulari, bloccando i canali ionici del sodio e/o del potassio, rallentando in questo modo la velocità di conduzione dell'impulso elettrico e prolungando il tempo durante il quale le cellule non sono eccitabili.

Vari farmaci sono stati impiegati a riguardo: quelli oggi più utilizzati sono il propafenone, la flecainide, il sotalolo e l’amiodarone. Questi farmaci mostrano però un'efficacia solo relativa, con la Fibrillazione Atriale che si ripresenta in circa la metà dei casi entro un anno dal trattamento. Inoltre questi farmaci possono avere effetti collaterali importanti e talora possono essere più nocivi che utili, vanificando così il potenziale beneficio del mantenimento del normale ritmo cardiaco.
Il farmaco più potente è l'amiodarone, ma è anche il meno tollerato: di conseguenza si impiegano normalmente prima gli altri farmaci e quindi, solo in seconda battuta, l'amiodarone. 

IL DRONEDARONE
Recentemente è stata scoperta una nuova molecola, il dronedarone, che si è rivelata discretamente efficace e soprattutto più tollerata delle precedenti.
Il trattamento con il dronedarone riduce in maniera significativa, rispetto al trattamento con placebo, le recidive aritmiche, l’ospedalizzazione cardiovascolare (che diminuisce del 26%), la mortalità cardiovascolare (meno 29%) e il rischio di ictus (meno 34%)

Il Dronedarone agisce bloccando i canali ionici delle membrane cellulari, in particolare i canali di potassio, prolungando così il tempo durante il quale le cellule non sono eccitabili. Di conseguenza gli impulsi elettrici non si possono trasmettere. Modificando le proprietà elettriche delle cellule cardiache, il Dronedarone previene quindi nuovi episodi di Fibrillazione Atriale.

 

TERAPIA NON FARMACOLOGICA – ABLAZIONE
In alternativa ai farmaci antiaritmici c’è l’ablazione, un intervento con il quale si vanno a distruggere le zone del cuore dove nasce e si sostiene l'aritmia. Può essere transcatetere o chirurgica.
ritmo Nell'ablazione transcatetere, vengono introdotti vari cateteri dall’accesso femorale, all’altezza dell’inguine, e diretti attraverso le vene fino al cuore. I cateteri arrivano nell’atrio destro e, dopo una puntura del setto che divide le due cavità superiori del cuore, due di questi vengono sospinti nell’atrio sinistro, fino ad arrivare in prossimità delle vene polmonari.

 

A questo punto, il primo catetere registra il passaggio dell’elettricità dalle vene all’atrio, e il secondo interviene per distruggere l’area attorno allo sbocco delle vene. In questo modo l’atrio sinistro viene isolato elettricamente dalle vene polmonari, causa principale degli impulsi elettrici che causano la fibrillazione. In alcuni casi, soprattutto quando la fibrillazione è persistente e di lunga durata, per ottenere la prevenzione della Fibrillazione Atriale occorre eseguire lesioni anche in altri punti degli atri.

 

Quando l'ablazione è chirurgica, bisogna eseguire un intervento con apertura della gabbia toracica oppure con mini-toracotomia in via endoscopica.


 
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